Da una cappella a una chiesa

Da una piccola cappella a una chiesa a tre navate

Intorno al pilone il Trombetta ed i vicesi, ottenuta licenza dal vescovo di Mondovì, cominciarono ad erigere una piccola cappella. Intanto i pellegrini affluivano sempre più numerosi in cerca di un aiuto da sofferenze, paure, insicurezze, ed erano ospitati in sistemazioni provvisorie. Ad evitare fanatismi e disordini, il vescovo Giovanni Antonio Castrucci sospese però temporaneamente ogni culto e dispose un’inchiesta rigorosa che constatò fatti “straordinari” per i quali occorreva parlare di “grazie” e non di “miracoli”. Allora il vescovo indisse per metà giugno 1595 il primo omaggio ufficiale di Mondovì e della Diocesi, proclamando festa patronale la Natività di Maria, 8 settembre.

E in quell’occasione benedisse la prima pietra di una più grande chiesa a tre navate che, su disegno del capomastro luganese Pietro Goano, doveva proseguire, modificandola, la cappella già in parte costruita dal Trombetta. Ma poi, visto l’accorrere di pellegrini anche dall’estero, il vescovo sospese i lavori e richiese progetti non più a capimastri ma a fior d’architetti. Ne ricevette molti, e nel marzo 1596 ne discusse col duca Carlo Emanuele I di Savoia, giunto - lui così bellicoso - in umile veste di pellegrino.

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