Le Origini del Santuario

Un pilone, un cacciatore

Tutto cominciò sul finire del 1400 (nel 1489, secondo la prima storia della devozione al Pilone, pubblicata dal Rofredo nel 1596) da un pilone campestre eretto - stando alla tradizione - da un fornaciaio per propiziare la buona cottura di mattoni. Su di esso è dipinta una dolce Madonna con Bambino, opera di un pittore del luogo, forse il vicese Segurano Cigna, esponente di una fertile scuola di frescanti monregalesi (l'attribuzione a Segurano Cigna è avanzata con cautela già dall'Alamanni nella sua "Narrazione").

Tra i boschi dell'appartata valletta solcata dal torrente Ermena l'immagine sacra fu presto semi-nascosta dai rovi e, un secolo dopo, nel 1592, venne colpita da un incauto cacciatore. Lo sparo provocò una scrostatura nel ventre della Vergine da cui si disse poi fossero sgorgate gocce di sangue. Un fatto ritenuto miracoloso che, specialmente dopo il 1594, alimentò una devozione straordinaria.

I fedeli potranno partecipare alle numerose celebrazioni presso il Santuario sia nei giorni festivi sia nei giorni feriali.