Maria Bambina

Maria Bambina

I pellegrini che entrano in Santuario sostano davanti all’urna di Maria Bambina, collocata nell’atrio in un’aiuola di fiori e addobbata dai fiocchi azzurri e rosa dei neonati. La sua devozione è molto radicata, anche se è difficile ricostruirla dal punto di vista storico. Il culto della natività di Maria sorse in Oriente e arrivò a Roma nel secolo VIII, diffondendosi poi in tutta la Chiesa d’Occidente.

A Milano, non lontano dal Duomo, nella Casa generalizia delle Suore di Carità è custodita in una culla di bronzo dorato un’immagine miracolosa di Maria Bambina. Qual è l’origine e la vicenda del simulacro?

Intorno agli anni 1720/30 una suora francescana di Todi modellava volti in cera di Gesù e di Maria Bambina. Era un’espressione della devozione ai misteri dell’infanzia di Gesù e di Maria, tipica di quel secolo. Le effigi cominciarono a diffondersi grazie alle suore che il popolo cominciò a chiamare di Maria Bambina.

L’attuale urna, opera lignea di finissima cesellatura dello scultore Dante Alighieri Matteo ( 1872 – 1952 ), fu offerta nel 1932 dal Vescovo di Mondovì mons. G.B. Ressia.

L'Urna di Maria Bambina

Maria Bambina

I fedeli potranno partecipare alle numerose celebrazioni presso il Santuario sia nei giorni festivi sia nei giorni feriali.