Un Pilone, un Cacciatore

Un Pilone, un Cacciatore

Eretto a fine ‘400, il pilone reca una dolce immagine di Madonna con Bambino, opera di un pittore del luogo, forse il vicese Segurano Cigna, esponente di una fertile scuola di frescanti monregalesi.

Un secolo dopo, forse nel 1592, ormai nascosta dai rovi, la sacra immagine venne colpita da un incauto cacciatore. Lo sparo provocò una scrostatura nel ventre della Vergine da cui si disse poi fossero sgorgate gocce di sangue. Sangue o no, dello sfregio si sentirono un po’ tutti colpevoli: il cacciatore e la gente del luogo per aver trascurato a lungo il pilone.

Allora un diacono del vicino borgo di Fiamenga, Cesare Trombetta, ne trasse spunto per infervorare gli animi a una ripresa di devozione mariana in quegli anni di Controriforma e di polemica antiprotestante. Egli sollecitò i primi pellegrinaggi, amministrò le prime offerte. Trovò pronta rispondenza, tanto più che durante un’epidemia scoppiata nel 1594 si parlò di grazie ottenute pregando al Pilone.

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