Le cappelle

Le cappelle

Le prime due cappelle - di san Bernardo e di san Benedetto - ricevettero dal Vitozzi (e poi anche da Francesco Gallo) il carattere funerario voluto dal Duca per il mausoleo sabaudo.

Nella cappella di san Bernardo la luce piove da un grande finestrone di tipo termale sui marmi bianchi e neri e sulla tomba del Duca scolpita da Ignazio e Filippo Collino (e inaugurata nel 1792), con le statue della Sapienza e della Fortezza. Sulla volta è affrescata (1680) dai fratelli Rechi di Como, la gloria del santo.

Ancora più sontuosa e completa la cappella di san Benedetto, con il monumento della duchessa Margherita, scolpito ai primi del Settecento da Giuseppe Gagini. La purezza del marmo di Carrara contrasta con lo spettacolare drappo nero dello sfondo. Dei Gagini sono anche le quattro statue di santi benedettini nelle nicchie angolari: tra cui, bellissima, quella di santa Gertrude.

La pala d’altare è di uno dei Rechi (con san Benedetto e san Carlo Borromeo in preghiera dinanzi alla Sindone). Di Sebastiano Taricco da Cherasco sono la volta raffigurante la Sindone e il trionfo della Croce, e le due tele ai lati dell’altare (Deposizione e Sepoltura di Cristo).

Le altre due cappelle, di san Giuseppe e di san Francesco di Sales sono più tarde e meno sontuose. Sulla volta della prima è la Gloria di s. Giuseppe affrescata nel 1782 in modi neoclassicheggianti da due figli di Felice Biella. Sull’altare, icona dipinta dal Bongiovanni di Pianfei (1785), con san Giuseppe, san Michele, san .Pio V. Ai lati, due tele attribuite al raffaellesco Perin del Vaga. La quarta cappella, di S. Francesco di Sales (che qui venne pellegrino nel 1603) fu decorata dai figli del Biella. Temi: la sua predicazione e, sulla volta, il suo trionfo sull’eresia e sul vizio. In questa cappella, che funge anche da cappella invernale, è posto il Sacramento.

Quattro Artistiche Cappelle

La Cappella di S. Bernardo – mausoleo dei Savoia

La prima cappella a sinistra è dedicata a S. Bernardo, con chiaro riferimento ai monaci cistercensi.
Iniziata nel 1597, la costruzione muraria fu terminata nel 1665 e accolse nel 1677 (47 anni dopo la sua morte, avvenuta a Savigliano nel 1630) i resti del Duca Carlo Emanuele I, grande mecenate della Basilica che scelse qui il luogo della sua sepoltura.
La tomba mausoleo, realizzata dai fratelli Collino è di scuola neoclassica, arricchita di diversi elementi simbolici.
Nel dicembre 2017 sono state sistemate le due arche contenenti le spoglie del Re d’Italia Vittorio Emanuele III e della Regina Elena di Savoia.

Le cappelle
Le cappelle

La Cappella di S. Benedetto

La cappella di S. Benedetto a destra sotto l’organo è la più artistica delle quattro. Fu eretta a partire dal 1663 e la sua costruzione si protrasse fino a fine secolo. Fu destinata a ricordare la S. Sindone, preziosa reliquia custodita dai Savoia e trasportata a Torino nel 1587.
La volta della cappella venne dipinta da Sebastiano Taricco di Cherasco nel 1683 e rappresenta il Trionfo della Croce con la Sacra Sindone. Nelle stessa volta sono raffigurati otto angeli con i vari simboli della passione di Cristo.
Le statue che ornano la cappella sono opere degli scultori Gaggini di Genova

La Cappella di S. Francesco di Sales

La cappella di S. Francesco di Sales, a destra verso il fondo della Basilica, ricorda il santo che nel 1604 giunse al Santuario da Ginevra, dove era Vescovo, con trecento pellegrini della Savoia.
La Pala d’altare raffigurante il Santo inginocchiato (con libro e rosario) davanti al Pilone della Madonna, testimonia della rapida diffusione della devozione sul finire del ʹ500.
Oggi è Cappella del SS. Sacramento, adibita alla preghiera personale e alle celebrazioni nei giorni feriali.

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Le cappelle

La cappella di S. Giuseppe

In fondo a sinistra, la cappella di S. Giuseppe iniziata nel 1735, fu affrescata dai fratelli Carlo Giuseppe e Giovanni Biella, figli di Felice, a partire dal 1782.
Nel soffitto è rappresentato il Santo nella Gloria del Paradiso. La grande tela d’altare è opera di Giovenale Bongiovanni di Pianfei (1785): S. Giuseppe in gloria, con S. Michele che presenta il papa S. Pio V, Michele Ghisleri già Vescovo di Mondovì.
Ai lati due quadri della scuola romana di Raffaello, attribuiti a Pierin del Vaga (Pietro Bonaccorsi – XVI secolo).
Alle pareti, due tele raffigurano S. Anna che spiega la Legge a Maria e due religiose che offrono il cuore alla Vergine.

L'Abside di San Rocco

L’abside, la cappella di S. Rocco è in direzione diametralmente opposta all’ingresso principale.
L’idea di una cappella dedicata al santo sorse già nel 1630 l’anno della grande peste.
La sua esecuzione fu condotta dal 1650 al 1700.
Il disegno dell’altare fu ancora di Francesco Gallo, l’architetto della maestosa cupola.
La Pala d’altare è una grande tela a olio di Antonio Meyer da Praga, che la dipinse nel 1752.
Desta attenzione e attira la curiosità il raggio di sole che saetta dal finto cupolino dipinto al centro della volta del presbiterio.
E’ il trompe-l’oeil tipico della decorazione del Santuario.

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Per visitare il Santuario verifica la disponibilità sia nei giorni festivi sia nei giorni feriali.