Francesco Gallo e la Grande Cupola

Francesco Gallo e la Grande Cupola

Dall’ultimo Seicento in poi i lavori ripresero con rinnovato fervore, benché non ci fosse più da far conto sui duchi. I quali, dopo la vittoria di Torino del 1706 sui francesi assedianti, si concentrarono per voto sulla costruzione della basilica di Superga. Ma gli amministratori del Santuario di Vico si destreggiarono e rilanciarono con un giubileo l’attenzione verso il tempio in val d’Ermena

Ecco allora emergere il tecnico e l’artista all’altezza del compito: l’architetto e ingegnere monregalese Francesco Gallo (1682 - 1750). Fin dal 1701 egli prese familiarità con l’opera, poi vi si slanciò dal 1728, confortato dai consigli e dal parere favorevole di Filippo Juvarra. Il cantiere si rianimò grazie anche all’opera gratuita di molti fedeli. Si eresse l’alto tamburo, si costruì all’interno un gran ponte di servizio in legno (il “ponte reale”), si voltò la vastissima cupola che fu disarmata con trepidazione ma senza incidenti nel 1732. La cupola venne coperta con tetto in tegole a più spioventi, e coronata da un cupolino (o lanterna) in arenaria rivestito di piombo.

Senza rinunciare alla sua personalità, Francesco Gallo aveva saputo innestare un tamburo e una cupola di poderose linee barocche e rossa di mattoni sull’elegante basamento manieristico in arenaria.

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