Felice Biella quadraturista lombardo

Felice Biella quadraturista lombardo

Su Felice Biella, che tanta parte ebbe nel Santuario operando in piena autonomia, partito il Bortoloni, nell’atrio, nel presbiterio e negli ingressi laterali, le notizie sono piuttosto scarse.

Nato a quanto pare a Milano, nel 1702, fu quadraturista o, come pure usava dire, pittore architetto: nel 1741 risulta al Santuario alle dipendenze di Giuseppe Galli Bibiena, ma il suo compito si svolse su di un piano meramente esecutivo; quando nel 1745 è promosso al rango di partner del Bortoloni, lo stile del Biella si emancipa, allontanandosi sempre più dalla tutela bibienesca.

Il Biella concluse le decorazioni del Santuario il 31 luglio 1752: infatti nella parete destra dell’ingresso di ponente é scritto: Die 31 Julii 1752 opus completum.

I due figli, Carlo Giuseppe e Giovanni, dipinsero le volte delle due cappelle di San Giuseppe e di San Francesco di Sales, in veste anche di figuristi; geometricamente disciplinate per l’insorgere di nuove aspirazioni a fondo classico, provano che l’ insegnamento del padre, decoratore di razza, era ormai definitivamente e irrimediabilmente lontano.

Un tardivo intervento di Felice Biella per le tribune del Santuario (1777) non assume tale rilievo da porre in evidenza variazioni di stile.

Molto interessanti invece le pitture del refettorio dei monaci, perché si collocano quasi ai due estremi di tutta l’attività del pittore.

In un ordinato del Comune di Mondovì, del 19 settembre 1746, si legge che il principe Vittorio Amedeo, recatosi al Santuario, non poté vedere le pitture della volta del Bortoloni e del Biella per l’impedimento che apportavano i ponti: ‘desiderando rendersi conto del loro modo di dipingere (per conoscere la mano delli Pittori), andò a visitare la Pittura delli stessi Pittori fatta nel refettorio dei monaci’.

Si allude inoltre all’architettura della cupola eseguita dal Bibiena: ‘di presente vi è ancor la stessa’.

Sulla volta del refettorio, sopra l’ ingresso, è invece scritta la data 1770 ( in caratteri coevi): riguarda evidentemente tutto il resto, costituito da una decorazione semplice e lieve, trapunta di fiori e frutta e percorsa da tenui gradazioni di colori: è il tardo Biella che sembra a poco a poco allontanarsi dalle increspate decorazioni della piena maturità.

Per visitare il Santuario verifica la disponibilità sia nei giorni festivi sia nei giorni feriali.